
Nel corso del 2011 e del 2012 si sono consolidati alcuni processi legislativi che determinano una nuova fase di liberalizzazione e privatizzazione nel comparto del Servizi Pubblici Locali, come conseguenza di profonde modifiche nell’assetto gestionale dei servizi e nel sistema delle partecipazioni pubbliche nelle aziende.
In primo luogo tra il 2008 ed il 2010 si è trattato della riforma dei servizi pubblici di rilevanza economica disciplinata dall’art. 23bis della legge 133/2008, come modificato ed integrato dall’art.15 della legge 166/2009, e dal regolamento n.168 del 2010. Queste normative sono state abrogate dal referendum del giugno 2011.
In secondo luogo ci si riferisce alla legge di stabilizzazione finanziaria n.122/2010, che è intervenuta sull’esercizio delle funzioni fondamentali e dei servizi dei Comuni in termini sia di obbligo della forma associata per i comuni sotto i 5.000 abitanti o di unione dei comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, sia di limitazione alle partecipazioni aziendali per i comuni fra 5.000 e 50.000 abitanti. Su queste norme è intervenuto il recente decreto legge 138/2001 ( art.16 ), che ha ulteriormente ristretto i tempi di attuazione.
In terzo luogo nella manovra di Ferragosto (decreto legge 138/2011, convertito in legge 148/2011) è stata ripresa la riforma di liberalizzazione e di privatizzazione dei servizi pubblici locali con l'art.4 che ricalca sostanzialmente i precedenti art. 23bis e regolamento 168/2010 abrogati dal referendum.
La nuova normativa non si applica al servizio idrico integrato.
Inoltre nell'art. 5 è stato introdotto un fondo di incentivazione delle privatizzazioni delle municipalizzate.
Sia per effetto delle citate riforme, sia per la crisi finanziaria che acutizza i problemi di bilancio delle istituzioni locali e regionali, vi saranno maggiori disponibilità delle amministrazioni a rinunciare alle gestioni in economia o in house, tanto dei servizi a carattere industriale (acqua, gas, rifiuti, trasporto pubblico), quanto di quelli a carattere sociale (farmacie, cimiteri, servizi scolastici, attività culturali, ecc.). Si apre un mercato che, finora, soprattutto nei settori dell’acqua, dei rifiuti e del trasporto pubblico e in tutti gli altri a carattere sociale non era stato di facile accesso ai privati ed al sistema cooperativo in particolare. Non è facile quantizzare le potenzialità di questo mercato, ma per delinearne l’importanza basta considerare che interessa potenzialmente circa 500.000 occupati, per lo più stabili. Il settore privato è chiamato a rispondere con prontezza alla nuova opportunità, tarando con attenzione il proprio impegno, per non farsi spiazzare dalla complessità delle dinamiche che qualificano il settore.
A tal fine, Confcooperative Federlavoro e Servizi, in partenariato con Associazione Nuovi Lavori, ha avviato un progetto complesso per fornire alle cooperative associate gli strumenti cognitivi utili ad affrontare con consapevolezza il processo in corso.
L’Osservatorio sui Servizi Pubblici Locali nasce per fornire alle imprese un servizio informativo continuo e ragionato sui servizi pubblici locali, in tema di produzione normativa (nazionale e locale), opportunità di business (bandi di gara), e successive determinazioni sulla normativa di riferimento da parte delle autorità di regolazione e giuridiche.
E’ importante sottolineare che l’Osservatorio vuole essere uno strumento operativo per le imprese, progettato anche per “i non addetti ai lavori”. In quest’ottica, si è inteso mettere a disposizione chiavi di accesso diversificate per l’approfondimento delle tematiche, così da consentire una navigazione la più intuitiva e agevole possibile, sulla base della familiarità ed interesse del fruitore rispetto ai contenuti a disposizione.



